E’ dai quando suonavo nella big band del M° Pregadio che non suono più il basso. Mi piacerebbe riprendere. Se vi basta un bassista umile e senza troppe pretese, datemi una voce.

Notte di maggio

di Giuseppe Ungaretti


Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini

Ieri mattina è morto zio Tore.

Era un buon uomo, silenzioso e discreto.
Una di quelle persone che non riesci a definire, che non è possibile capire a fondo perché stanno sempre molto fra sé.

Aveva gli occhi di un indaco profondo, due occhi spettacolari.

Dopo la morte di zia Amelia, nel 2005, volle andare in un ospizio.
Stava lì tranquillo.

L’unica volta che lo rividi non mi riconobbe.
Mi fece un effetto strano che riportai in “Solo come so”.

Qualche giorno fa si è abbattuto. Nessuna malattia grave, solo uno scoramento. Poi, come succede a una certa età, si è pacificato col mondo e una bella mattina di maggio è andato via.

Ieri mattina è morto zio Tore.

Era un buon uomo, silenzioso e discreto.
Una di quelle persone che non riesci a definire, che non è possibile capire a fondo perché stanno sempre molto fra sé.

Aveva gli occhi di un indaco profondo, due occhi spettacolari.

Dopo la morte di zia Amelia, nel 2005, volle andare in un ospizio.
Stava lì tranquillo.

L’unica volta che lo rividi non mi riconobbe.
Mi fece un effetto strano che riportai in “Solo come so”.

Qualche giorno fa si è abbattuto. Nessuna malattia grave, solo uno scoramento. Poi, come succede a una certa età, si è pacificato col mondo e una bella mattina di maggio è andato via.

Due piante sul nostro balcone.
Due piante sul nostro balcone.
Tara che dorme.
Stavamo andando in treno ad Alessandria.
Uno scatto rubato.
Tara che dorme.
Stavamo andando in treno ad Alessandria.
Uno scatto rubato.

Ho sceso, dandoti il braccio

di Eugenio Montale


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Una New York piovosa, da dietro il vetro del taxi.
Una New York piovosa, da dietro il vetro del taxi.
Ci sono giorni che mi perdo a viaggiare su Google Earth. Passeggiare per New York in street view è quasi come esserci. Basta ricordarsi quel sapore dell’aria ed è fatta.
Luca e Michael in metro. Baldo degli Ubaldi, I suppose.
Luca e Michael in metro. Baldo degli Ubaldi, I suppose.
Metro Baldo degli Ubaldi, Roma, andando verso mezzanotte.
Metro Baldo degli Ubaldi, Roma, andando verso mezzanotte.
New York, scorcio. Dicembre 2008.
New York, scorcio. Dicembre 2008.

Sette fili di canapa

C’erano sette fili di canapa
e un Abele da uccidere,
sotto il cielo di rame

C’erano sette medici a tavola
e un amore già anemico
dissanguato, per strada

Unirò sette fili ed avrò perduto
Unirò sette fili e sarò perduto

C’erano sette Cristi a Follonica
ed un ateo, sul Sinai,
bivaccava e aspettava

C’erano, poi, sette topi sull’edera
e più giù un cavaliere giovane
preso da una tagliola

Unirò sette fili ed avrò perduto
Unirò sette fili e sarò perduto

Mario castelnuovo

Da qualche parte intorno alla stazione di Valle Aurelia a Roma.
Da qualche parte intorno alla stazione di Valle Aurelia a Roma.
Un giorno che piovevano gocce enormi e c’era il sole.
Sensazioni strane.
Un giorno che piovevano gocce enormi e c’era il sole.
Sensazioni strane.
Vedute di ordinaria urbanità. Dalle parti di Via Tiburtina.
Vedute di ordinaria urbanità. Dalle parti di Via Tiburtina.